Metti un PC nello zainetto

Davvero significativa l’esperienza in atto presso la scuola primaria piemontese Don Milani del Primo Circolo di Rivoli che vede coinvolti alunni ed insegnanti della classe 5° A in un percorso di studio denominato “Un computer per ogni studente” basato sull’impiego di ultraportatili a basso costo JumPC di Olidata. L’aspetto innovativo del progetto è bene spiegato dalle parole di Paola Limone, una delle insegnanti coinvolte nella sperimentazione.

Ciò che differenzia il nostro progetto da altri percorsi realizzati con i computer nelle scuole è la possibilità rendere le tecnologie digitali di comunicazione un elemento davvero importante per la facilitazione degli apprendimenti. Ogni allievo, avendo il suo pc portatile, sarà guidato ed invitato ad usarlo nelle attività didattiche e nei diversi campi di conoscenza. Il lavoro di preparazione del “kit didattico” (scelta dei siti autorizzati per la navigazione, scelta dei software didatticamente utili da installare) è un altra importantissima novità. Non è la macchina a fare scuola, è sempre il docente che prepara percorsi didattici in base alle esigenze curricolari della propria classe. L’insegnante ha però bisogno di poter progettare attività e percorsi su computer che siano già ampliamente arricchiti di risorse e che garantiscano sicurezza e poca manutenzione. Abbiamo notizie che in questi mesi, in altre classi di scuole italiane, si iniziano ad usare computer per ogni bambino. Purtroppo non si hanno notizie circa preparazione che è stata fatta per le macchine nè su ciò che i docenti hanno progettato di fare in classe. Il valore della condivisione delle esperienze è a nostro parere fondamentale, soprattutto in casi di esperienze pilota come queste. La replicabilità di quanto da noi progettato e la disponibilità a mettere in rete per tutti il materiale da noi prodotto e il resoconto delle esperienze rende la nostra proposta partticolarmente importante per tutti coloro che vorranno sperimentare percorsi simili. Ci auguriamo che in futuro si creino reti tra scuole interessate da sperimentazioni simili, per poter cooperare al fine di migliorare l’offerta formativa. [Continua a leggere - Via Innovascuola]

Qui sotto il video tratto dalla trasmissione Costume & Società del 16 gennaio 2009 su Rai 2.


A questo indirizzo trovate una scheda sintetica di presentazione del progetto in pdf con indicati anche i software utilizzati. Per informazioni più dettagliate, potete consultare la pagina del progetto, il sito del Primo Circolo di Rivoli e lo spazio blog dedicato alla sperimentazione.

[Via Maestro Alberto]

Giocare con i learning objects

L’«Area Bambini» di Puntoedu-Indire presenta una serie di giochi e attività didattiche che si prestano ad essere utilizzati anche con i bambini più piccoli.  I contenuti di quest’area riguadano l’uso delle nuove tecnologie nella scuola primaria (ambiente di apprendimento “Il Mondo di Dottor Bit“) e l’inglese (ambiente di apprendimento “Toyland“).

La varietà delle proposte all’interno di questi ambienti mettono in gioco competenze informatiche ma anche abilità manuali, logico-matematiche, linguistiche, musicali, spaziali…

«Il Mondo di Dottor Bit» è stato ideato per avvicinare i bambini alle nuove tecnologie informatiche attraverso alcuni giochi interattivi molto attraenti e didatticamente significativi. I giochi proposti hanno quindi una forte valenza educativa e formativa, e si possono considerare come ampliamento e arricchimento delle attività didattiche più specificatamente curricolari.

«Toyland» è stata realizzato per avvicinare i bambini alla lingua inglese, attraverso un approccio ludico e interattivo, utilizzando tematiche molto vicine al loro mondo e alla loro esperienza e sfruttando tutte le possibilità offerte dall’uso delle ICT nella didattica. L’obiettivo principale è, quindi, quello di portare gli studenti ad avvicinarsi alla lingua straniera con interesse e allegria e spingerli ad usarla il più possibile attraverso il gioco. In Toyland i bambini possono trovare: canzoni, sia tradizionali che originali, brevi storie da ascoltare e recitare, filastrocche, giochi caratterizzati dalla compresenza di diversi linguaggi che affiancano ad ogni immagine il corrispondente sonoro ed il testo. I testi presenti negli scenari hanno come finalità principale la trasmissione di schemi di colloquio tipici della lingua inglese. Proprio perché si tratta di modelli di dialoghi viene chiesto agli alunni di risentirli, di individuare le parole che già conoscono, di ipotizzare quello che sta succedendo, di ripetere frase per frase, di giocare togliendo l’audio, di recitarli a coppie seguendo il modello e poi di applicarli con il metodo del gioco di ruolo. [Via Quaderni degli Annuali dell'Istruzione, a cura di Daniela Sacchi]

Vi segnalo alcune guide che offrono dettagliate descrizioni relative alle attività disponibili nei due ambienti-gioco e suggeriscono varie ipotesi di spendibilità didattica:

«Il Mondo di Dr. Bit» e «Toyland» sono un ottimo esempio di learning objects ovvero di quelle risorse multimediali pensate e realizzate per essere fruibili in diversi contesti d’apprendimento e con differenti approcci. A mio avviso offrono interessanti spunti didattici per elaborare percorsi didattici da realizzare in classe anche senza computer.